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IL TERRITORIO

Un'area ideale per un olio di qualità

La zona di produzione dell’olio DOP Aprutino Pescarese rappresenta un ambiente ideale per un olio di altissima qualità, grazie alle condizioni climatiche favorevoli.

Un territorio collinare e pedemontano, tra le catene montuose del Gran Sasso e della Majella, e un clima particolarmente temperato, caratterizzato da un perfetto equilibrio tra esposizione ai venti e umidità, si accompagnano a un terreno che esalta il pregio dell’olio.

Il gusto fruttato è una delle caratteristiche che contraddistinguono la produzione nell’area vestina, il cui nome proviene da un’antica etnia italica che popolava la regione attorno al V secolo a.C. ed è caratterizzata da un’ampia localizzazione montana e collinare compresa tra il Sirente e l’Adriatico.

L’area comprende la provincia di Pescara e i comuni di Alanno, Bolognano, Castiglione a Casauria, Cappelle sul Tavo, Carpineto Nora, Catignano, Città Sant’Angelo, Civitaquana, Civitella Casanova, Cepagatti, Collecorvino, Corvara, Cugnoli, Elice, Loreto Aprutino, Manoppello, Montebello di Bertona, Montesilvano, Moscufo, Nocciano, Penne, Pescosansonesco, Pianella, Picciano, Pietranico, Rosciano, San Valentino, Scafa, Spoltore, Tocco da Casauria, Torre de’ Passeri, Turrivalignani e Vicoli.

A seguito della modifica del Disciplinare di Produzione ai sensi del Reg. (CE) n. 1151/2012 e del decreto 14 ottobre 2013, è stata prevista una riperimetrazione dell’area di produzione della DOP Aprutino Pescarese, mediante l’inserimento di altri comuni: Pescara, Abbateggio, Brittoli, Farindola, Lettomanoppello, Nocciano, Roccamorice e Villa Celiera.

la cultura del territorio

Il nome dell’olio Aprutino Pescarese si rifà al termine latino Aprutium, antico toponimo dell’area Vestina, poi denominata “Aprutina”. Già in epoca romana, infatti, olivo e olio facevano parte della cultura agricola e alimentare dell’area pescarese ed erano oggetto degli scambi che avvenivano tra Roma e questi municipi periferici. Ma fu attorno al XII secolo, grazie ai monaci delle abbazie di San Clemente a Casauria, Santa Maria d’Arabona a Manoppello, Santa Maria del Lago a Moscufo, Santa Maria Maggiore a Pianella e Santa Maria in Piano a Loreto Aprutino, che si posero le basi per una solida olivicoltura in Abruzzo con le prime prove di selezione delle piante di olivo.

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Pittura, scultura lignea, oreficeria: la regione vestina conserva un singolarissimo patrimonio artistico medievale, caratterizzato, nel suo genere, da una creatività e una libertà espressiva uniche.

In particolare agli inizi del XV secolo si rintraccia uno dei più importanti episodi pittorici dell’intero Abruzzo. Si tratta del famoso “Giudizio Universale” dipinto nella controfacciata della Chiesa di Santa Maria in Piano a Loreto Aprutino.

Per non parlare degli eccezionali episodi architettonici tra cui spicca “Pinna Vestinorum”, odierna Penne, risalente all’868 d.C. Ricordiamo, infine, l’impareggiabile produzione orafa che per quattro secoli, dal 1200 al 1500, ha costituito uno dei principali motivi di notorietà della regione. Da sempre, quello vestino è un territorio in continuo fermento artistico.